Dopo il grande interesse suscitato alla fine del 2009 presso l’Ottava Biennale di Architettura di San Paolo del Brasile, anche Lisbona ha ospitato la Mostra fotografica e documentale sui grandi “Architetti e Ingegneri emiliano-romagnoli nel mondo”, presoo l’Ordine Regionale degli Architetti di Lisbona, in Travessa do Carvalho 23-25.
Inaugurata il 1 giugno 2010 da Silvia Bartolini, Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, presenti Nadir Bonaccorso, consigliere dell’Ordine, oltre a Stefano Salmi, Presidente dell’AERPI e a Bruno Di Bernardo, ideatore e organizzatore della Mostra, è rimasta aperta al pubblico fino al 10 giugno 2010.
Concepita come uno strumento conoscitivo e divulgativo itinerante, si articola in un percorso espositivo di 46 pannelli, che racconta con testi di esperti e 150 fotografie la biografia e le opere di 15 Maestri, tutti nati in Emilia-Romagna, ma tutti attivi soprattutto fuori dall’Italia, in particolare nei Paesi del Nuovo Mondo. All’esposizione si aggiunge un catalogo a colori, in italiano, di 96 pagine, che presenta tutti i testi e tutte le fotografie incluse nel percorso espositivo.
Presentata in anteprima a Bologna il 6 ottobre 2009, la Mostra è uscita quasi subito dall’Italia, su richiesta dall’Istituto di Cultura Italiana di San Paolo, per essere ospitata dall’Ottava Biennale di Architettura di San Paolo in Brasile, dove è stata aperta al pubblico dal 31 ottobre al 6 dicembre 2009. Nel novembre 2010, una versione integrale in spagnolo della Mostra andrà a Montevideo (Uruguay), e nella primavera del 2011, in versione multilingue, sarà a Ginevra (Svizzera), in una sede messa a disposizione dalle Nazioni Unite.
La Mostra è stata realizzata con un duplice scopo: rendere omaggio a 15 grandi Maestri dell’Architettura e dell’Ingegneria, che hanno in comune l’origine nella regione italiana dell’Emilia-Romagna, che hanno svolto la loro attività fuori dell’Italia, specialmente nel Nuovo Mondo; far conoscere le loro esistenze avventurose e le loro opere principali anche ad un pubblico di non specialisti.
Il risultato è un viaggio nella storia, nella geografia e nella cultura che va dal Vecchio al Nuovo Continente, partendo dalla metà del 1500, fino ai giorni nostri. Sono circa una dozzina i Paesi del mondo, toccati dalla Mostra, che vantano opere realizzate da questi Maestri. Si tratta spesso di opere grandiose, fortezze e teatri, ma anche cattedrali e ferrovie che attraversano l’America Latina, ammirate, visitate, in qualche caso ancora usate, ogni anno, da milioni di turisti o di viaggiatori. Queste opere, considerate nel loro insieme, rappresentano da un lato la genialità e la familiarità con la cultura, l’arte e la scienza che da sempre distingue l’estro degli Emiliano-Romagnoli. Dall’altro costituiscono un piccolo esempio di come tanti italiani, spinti da contingenze nei momenti più difficili della storia, hanno raccolto la sfida dell’emigrazione con spirito d’avventura ed hanno lasciato impronte profonde per creatività, straordinarie capacità realizzative e senso civile. In luoghi lontanissimi dalla loro terra, hanno anche assimilato le suggestioni culturali dei Paesi che li hanno ospitati, esportando i tratti distintivi e i punti di forza della cultura d’origine, ancora intrisa di umanesimo e di studi classici.
Per questi motivi la Mostra è anche un viaggio nella storia dell’Architettura e dell’Ingegneria moderne che sarà apprezzato dagli specialisti, che nel materiale iconografico presentato potranno ritrovare solide fondamenta culturali, spirito di adattamento per operare in condizioni spesso difficili ed in Paesi non sempre ospitali, e capacità di realizzare imprese, spesso grandiose, mai convenzionali.
Infine la Mostra trae un ulteriore motivo di essere nel dibattito, quanto mai attuale, sulla preziosità per i popoli del mondo degli scambi culturali, artistici, scientifici ed economici, attraverso i quali soltanto è possibile attuare una civile convivenza ed un vero progresso.